Attacco… • 3. Il saccheggio del patrimonio artistico in Italia (4)

  •  M a g g i o r e l l i  (2 0 1 7)  •  3.  I l  s a c c h e g g i o  d e l  p a t r i m o n i o …  •

A cominciare dall’accademico dei Lincei Salvatore Settis, docente di storia dell’arte e archeologia presso la Scuola Normale di Pisa, di cui è stato a lungo direttore. Dal suo rientro in Italia nel 1999, dopo aver diretto per cinque anni il Getty Research Institute negli Stati Uniti, ha dedicato molta parte del suo lavoro alla battaglia civile per la salvaguardia del patrimonio storico-artistico e del paesaggio all’interno di un più ampio impegno in difesa della Carta costituzionale e per la sua piena applicazione. Insieme a lui (anche in qualità di presidente del comitato scientifico del Louvre), ci aiutano a indagare questa triste vicenda che attraversa la storia italiana dal dopoguerra a oggi archeologi come Adriano La Regina, storici dell’arte impegnati in Libertà e Giustizia come Tomaso Montanari, l’ex ministro dei Beni culturali Massimo Bray, l’urbanista Vezio De Lucia e molti altri studiosi e attivisti che lottano contro il consumo di suolo, la speculazione edilizia e la deregulation selvaggia che sta uccidendo le città storiche italiane. Molti di loro li troverete in queste pagine a denunciare lo scempio, ‘culminato’ nell’era Berlusconi quando, annullando conquiste storiche, il governo è arrivato a prefigurare l’alienabilità del patrimonio storico-artistico, dopo aver pianificato grandi opere come il ponte sullo Stretto di Messina [2] e dispensato condoni fiscali ed edilizi. Uno scenario tanto più inquietante se si ripensa alle radici antiche, e insieme straordinariamente moderne, di una cultura della tutela che si è sempre opposta alla distruzione di quello straordinario palinsesto di arte e paesaggio che è l’Italia; una cultura della conservazione che non ha niente a che vedere con il conservatorismo. E che i talebani nostrani, devoti al dio mercato, vorrebbero cancellare.

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NOTE
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[2]. Il ponte sullo Stretto di Messina ha una storia annosa. Parlò della sua concreta realizzazione Romano Prodi da presidente dell’Iri: nel 1986 disse che era una priorità. Poi il progetto fu rilanciato da Andreotti e da Berlusconi nel 1992. E ancora dal quarto governo Berlusconi nel 2008. Il 27 settembre 2016, l’allora premier Matteo Renzi tornò a parlare della costruzione del ponte, promettendo 100.000 posti di lavoro.

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[]  S.  M a g g i o r e l l i,  ‹A t t a c c o  a l l’ a r t e›,  L’ A s i n o  d’ o r o,  2 0 1 7.
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