Attacco… • 3.3. La condanna nazista dell’‘arte degenerata’ (6-7)

  •  M a g g i o r e l l i  (2 0 1 7)  •  3.  I l  s a c c h e g g i o  d e l  p a t r i m o n i o …  •

La condanna delle immagini in ambito nazista è dunque un fenomeno specifico che avrebbe bisogno di spazio per essere chiarito e maggiormente evidenziato, ponendolo in relazione anche con le radici storiche del concetto di degenerazione, di derivazione cristiana, in quanto legato all’idea del ‘peccato originale’ come ‘male’ originario che, secondo la Bibbia, si nasconde in ogni persona (siamo tutti figli di Caino). Attraverso l’Illuminismo tale concezione arrivò a Immanuel Kant, teorico del male radicale insito nell’essere umano, ma il discorso rischierebbe qui di farsi troppo ampio. Ciò che dobbiamo rilevare è che, purtroppo, l’equiparazione nazista fra arte d’avanguardia e pazzia fu talvolta favorita da quegli artisti stessi che si ritrovarono poi schedati nella mostra sull’‘arte degenerata’ del 1937.

Klee, Ernst e Kubin, ad esempio, erano rimasti fortemente colpiti e affascinati dalle opere degli alienati nella clinica di Heidelberg, dove Hans Prinzhorn, l’autore de ‹L’arte dei folli, l’attività plastica dei malati mentali› (1922), si occupava della collezione di opere di pazienti. Al punto da equipararle alla propria arte. In questo modo, scrivono gli psichiatri Paola Bisconti e Francesco Fargnoli nel saggio ‹Psichiatria e arte›, pubblicato nel 2007 sulla rivista scientifica “Il sogno della farfalla”, dettero agio ai nazisti tedeschi di denunciare quelle strane forme, quelle figure deformate dipinte da surrealisti, espressionisti ecc. come prodotti degenerati di menti disturbate. Tra il 1935 e il 1937, quando la clinica di Heidelberg era già passata sotto la direzione di Carl Schneider, sostenitore del programma di eliminazione sistematica dei pazienti ritenuti inguaribili promosso da Hitler, la collezione fu esposta all’interno della mostra ‹Entartete Kunst› (Arte degenerata), insieme ai quadri di Paul Klee, Oscar Kokoschka, Eugen Hoffmann e tanti altri pittori d’avanguardia. In tutto furono 650 gli artisti marchiati come degenerati. Molti di loro furono vittime dello sterminio nazista, altri furono costretti all’esilio.

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[]  S.  M a g g i o r e l l i,  ‹A t t a c c o  a l l’ a r t e›,  L’ A s i n o  d’ o r o,  2 0 1 7.
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