Nel XVIII secolo, Roma e Napoli intrapresero a loro volta azioni di tutela e conservazione del patrimonio artistico locale. Nel 1734 nacque il primo museo pubblico d’Europa: il Museo Capitolino, fondato da Clemente XII per interrompere il traffico di opere verso il Nord Europa. A Napoli, il giovane re Carlo di Borbone dette il via agli scavi di Ercolano (1738) e Pompei (1748). È in questo scenario che si definisce la legislazione sulla tutela del patrimonio (1755). Ben presto anche Lucca, Parma, Modena, Milano si dotarono di un loro catalogo di opere da salvaguardare. Si cominciò così a formare lungo lo Stivale un corpus omogeneo di regole già un secolo prima della costituzione del Regno d’Italia (1859-1861) e della breccia di Porta Pia, che segnò l’annessione di Roma (1870), liberata — seppur per poco — dall’oppressione papale.
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[] S. M a g g i o r e l l i, ‹A t t a c c o a l l’ a r t e›, L’ A s i n o d’ o r o, 2 0 1 7.
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