Libero arbitrio… • 1.10. L’«agent causation» (16)

  •  D e C a r o  (2 0 0 4)  •  1.  L i b e r t à  e  i n d e t e r m i n i s m o  •

Un altro gruppo di fautori dell’‹agent causation›, invece, adotta una strategia metafisicamente assai più radicale e non esita ad appellarsi a nozioni sovrannaturalistiche — che la maggior parte degli autori considera oggi screditate — come quelle di dualismo ontologico cartesiano e di interazionismo. In questa luce, ad esempio, Popper scrive: «Io sono quasi un cartesiano, perché rifiuto la tesi della completezza fisica di tutti gli organismi viventi»; e poi aggiunge: «assumere un’‹interazione› di stati fisici e mentali offre la sola soluzione soddisfacente del problema di Cartesio» (ovvero il problema dell’interazione tra il mentale e il fisico) [71]. Popper ha poi sviluppato questa concezione, tentando di corroborarla alla luce delle acquisizioni della meccanica quantistica [72]. Per numerose ragioni però (l’infelice interpretazione in termini epistemici del determinismo [73], la quasi assoluta mancanza di riferimenti al dibattito contemporaneo sulla libertà, gli spiccati toni spiritualistici, il recupero di categorie metafisiche comunemente considerate obsolete) hanno fatto sì che il contributo di Popper al dibattito sulla libertà non incidesse veramente sulla discussione. Alcuni dei suoi suggerimenti, tuttavia, possono a mio giudizio presentare elementi di interesse — sempre che vengano depurati dall’ispirazione realistico-metafisica di stampo spiritualistico che li pervade: tra questi mi paiono particolarmente rilevanti, in particolare, l’insistenza sul carattere pluralistico della realtà e il rifiuto della tesi della chiusura causale del mondo fisico. Su questi temi, e in generale sulla possibilità di formulare una versione dell’‹agent causation› che non urti con la visione scientifica del mondo, tornerò nell’ultimo capitolo, formulando una proposta in tal senso.

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N O T E
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[71]. Popper (1966, p. 231 n., e p. 252 n.). Per una proposta per certi versi simile, cfr. Swinburne (1986).

[72]. Cfr. Popper, Eccles (1977).

[73]. «Il determinismo fisico implica che ogni evento fisico nel futuro remoto (o nel passato remoto) è prevedibile (o retrovedibile) a qualunque livello di precisione desiderato, a condizione che noi abbiamo conoscenza sufficiente dello stato presente del mondo fisico» (Popper 1972, p. 221). Per una critica di questa definizione di determinismo, cfr. 𝑠𝑢𝘱𝑟𝑎, Introduzione.

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K E Y W O R D S
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[]  M.  D e  C a r o,  ‹I l  l i b e r o  a r b i t r i o …›,  L a t e r z a,  2 0 0 4.
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