L’opera di Murray e Herrnstein stava viaggiando verso la rispettabilità scientifica, fra il silenzio rattristato dei ‹liberals› (i fatti sono fatti) e l’esultanza dei conservatori (finalmente la scienza ha finito di essere terreno di caccia della sinistra) quando il volume è stato intercettato da Charles Lane, ‹senior editor› del settimanale ‹The New Republic› in una lunga e accurata recensione sulla ‹New York Review of Books› del 1° dicembre scorso. Noto che il lavoro accurato e inoppugnabile di Lane non ha scalfito la posizione di ‹The Bell Curve› nella classifica dei best sellers. Ma gli ha tolto definitivamente ogni credibilità scientifica. Lane infatti è partito dalla poderosa dotazione di note da cui il lavoro di Murray e Herrnstein è sostenuto. Ha ricomposto le citazioni, notando che tutte quelle che funzionavano da “prova”, “evidenza”, “esperimento” o “sostegno” delle tesi presentate dal libro risalivano a diciassette precedenti ricerche. Queste ricerche avevano in apparenza regolari credenziali scientifiche, ma un punto ha incuriosito Charles Lane: tutte e diciassette le ricerche citate provenivano dalla stessa fonte, ‹Mankind Quarterly› (“Rivista dell’umanità”). Ha dedicato allora la sua attenzione alla rivista.
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K E Y W O R D S
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