Questo suggerimento di von Wright è interessante; occorre però sostanziarlo con un argomento. È quanto mi propongo di fare in questo paragrafo [5]. Secondo von Wright i concetti agenziali rimandano alla libertà; d’altra parte, come abbiamo visto, la libertà equivale alla congiunzione di ‹autodeterminazione› e ‹possibilità di fare altrimenti›. Perciò per provare che la tesi di von Wright è corretta si può cercare di mostrare che una spiegazione dei comportamenti di un agente per mezzo dei concetti agenziali implica che quell’agente da una parte si autodetermini e, dall’altra, possa fare altrimenti. Consideriamo, dunque, questi due aspetti separatamente, cominciando dal nesso tra azione e autodeterminazione.
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N O T E
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[5]. Probabilmente von Wright non avrebbe sottoscritto il mio modo di argomentare in favore della sua tesi, in ragione della sua peculiare concezione del mentale (su cui cfr. De Caro 1999d). Nondimeno, il punto importante è che egli sarebbe stato d’accordo nell’opporre la sua tesi agli argomenti scettici contro la libertà.
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K E Y W O R D S
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[] M. D e C a r o, ‹I l l i b e r o a r b i t r i o …›, L a t e r z a, 2 0 0 4.
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