In ‹L’origine dell’uomo› Charles Darwin sostenne che la differenza tra mente umana e menti non umane è «di grado e non di tipo». Gli studiosi hanno condiviso a lungo questo punto di vista, sottolineando in tempi recenti le prove genetiche che indicano che condividiamo circa il 98 per cento dei geni con gli scimpanzè. Ma se la nostra eredità genetica può spiegare le origini evolutive della mente umana, come mai non è uno scimpanzé a scrivere questo articolo, o a suonare con i Rolling Stones o a preparare un soufflé? In realtà, una massa crescente di prove indica che, in contrasto con la teoria di Darwin della continuità della mente fra l’uomo e le altre specie, c’è una profonda separazione tra il nostro intelletto e quello degli animali. Questo non significa che le nostre facoltà mentali siano saltate fuori dal nulla già pienamente formate. I ricercatori hanno individuato alcuni elementi costitutivi delle facoltà cognitive umane in altre specie. Questi elementi costitutivi, però, sono solo l’impronta [sic!] proiettata sul terreno da quel grattacielo che è la mente umana. Le origini evolutive delle nostre abilità cognitive rimangono quindi piuttosto nebulose. Un po’ di luce, però, sta arrivando da nuove intuizioni e tecniche sperimentali.
_____________◊ authp_M_a_r_c_H_a_u_s_e_r
K E Y W O R D S
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
◊ authp_M_H_a_u_s_e_r
◊ authp_H_a_u_s_e_r
◊ press_art, presshdr_L_e_S_c_i_e_n_z_e
◊ yauth_2_0_0_9, yedit_2_0_0_9
◊ lantxt_it, hdr_v3
◊ orig_error?
• keywords_da_inserire
_____
¯¯¯¯¯

Nessun commento:
Posta un commento