Libero arbitrio… • 1.10. L’«agent causation» (13)

  •  D e C a r o  (2 0 0 4)  •  1.  L i b e r t à  e  i n d e t e r m i n i s m o  •

La risposta di Chisholm a quest’ultima obiezione — anche in questo caso ispirata da Reid — è interessante e degna di essere esplorata. Se Hume ha ragione, scrive Chisholm, a ritenere che la nozione di causa non è fondata ontologicamente, ma è soltanto ‹inferita› dalla mente umana a partire dall’osservazione di congiunzioni costanti di fenomeni, ci si deve domandare da dove noi deriviamo l’idea di causalità, che ‹poi› applichiamo ai fenomeni che sono in congiunzione costante tra loro. Naturalmente in una prospettiva empiristica non si può certo assumere che l’idea di causalità sia innata: la tesi di Reid, citata da Chisholm, è che questa idea derivi dalla nostra consapevolezza di poter far accadere eventi agendo nel mondo:
Noi, molto probabilmente, possiamo concepire cause efficienti perché le deriviamo dall’esperienza […] del nostro potere di produrre determinati effetti [68].

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N O T E
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[68]. Chisholm (1964a, p. 67; trad. modificata).

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K E Y W O R D S
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[]  M.  D e  C a r o,  ‹I l  l i b e r o  a r b i t r i o …›,  L a t e r z a,  2 0 0 4.
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