Libero arbitrio… • 1.10. L’«agent causation» (3)

  •  D e C a r o  (2 0 0 4)  •  1.  L i b e r t à  e  i n d e t e r m i n i s m o  •

Secondo la prospettiva reideana oltre alla forma di causazione che intercorre tra ‹eventi›, che è l’unica riconosciuta dalla tradizione humeana e neohumeana, ve n’è un’altra, del tutto peculiare, che entra in gioco quando si considerino gli ‹agenti razionali›. Gli agenti, infatti, possono ‹originare› nuove catene causali e possono fare ciò perché svolgono il loro ruolo causale in quanto sono ‹sostanze›. Le sostanze non possono essere causate, al contrario degli eventi, ma possono iniziare nuove catene causali di eventi che poi seguiranno un corso deterministico [56]: più precisamente, gli agenti deliberano quali corsi d’azione intraprendere, determinando liberamente la propria volontà. In tale processo, naturalmente, le passate esperienze, il carattere, le circostanze del momento influiscono sugli agenti; tuttavia è essenziale notare che tale influsso non ha carattere deterministico: anche in questo caso si può ripetere la formula leibniziana secondo la quale nelle loro determinazioni gli agenti sono inclinati, ma non necessitati [57].

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N O T E
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[56]. Sull’approccio reideano alla questione della libertà metafisica, cfr. Rowe (1991).

[57]. Chisholm (1964a, p. 69).

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K E Y W O R D S
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[]  M.  D e  C a r o,  ‹I l  l i b e r o  a r b i t r i o …›,  L a t e r z a,  2 0 0 4.
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