Libero arbitrio… • 5.3. La tesi di von Wright (8)

▭  •  D e C a r o  (2 0 0 4)  •  5.  L i b e r t à  e  p l u r a l i s m o  •

Per provare la tesi di von Wright, nel modo in cui l’ho ricostruita, occorre però ancora mostrare che le nozioni agenziali per mezzo delle quali spieghiamo le azioni implicano anche la seconda condizione della libertà: la possibilità di fare altrimenti. Ebbene, c’è un’ottima ragione per pensare che questa implicazione sussista: mi riferisco al carattere intrinsecamente ‹normativo› di concetti agenziali come ‘ragione’, ‘deliberazione’, ‘scelta’. Tali concetti ‹presuppongono› che l’agente valuti i diversi corsi d’azione possibili e opti per uno di essi: tale opzione potrà essere giusta o sbagliata, razionale o irrazionale, migliore o peggiore di quelle alternative; ma queste valutazioni di carattere normativo implicano che essa non sia l’‹unica› scelta possibile.

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K E Y W O R D S
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[]  M.  D e  C a r o,  ‹I l  l i b e r o  a r b i t r i o …›,  L a t e r z a,  2 0 0 4.
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