A questo proposito, ci viene in soccorso un potente argomento proposto da Donald Davidson, a cui ho già accennato nel primo capitolo [7]. Come si ricorderà, secondo Davidson, per distinguere tra le spiegazioni corrette di una certa azione e quelle soltanto plausibili, occorre discriminare — fra tutte le ragioni compatibili con lo svolgimento di una determinata azione — quelle che ‹effettivamente› vi hanno condotto, ovvero quelle che l’hanno causata. E ciò significa che dobbiamo ammettere che le ragioni delle azioni sono anch’esse cause determinanti. In tal modo, possiamo concludere che gli agenti causano le azioni che compiono ‹in forza› delle ragioni per le quali le compiono. E così si può concludere che gli agenti determinano le proprie azioni, ovvero che si autodeterminano.
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N O T E
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[7]. Davidson (1963).
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K E Y W O R D S
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[] M. D e C a r o, ‹I l l i b e r o a r b i t r i o …›, L a t e r z a, 2 0 0 4.
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