Ad Antonio Cederna [35] si deve anche la denuncia documentata e approfondita dello sventramento di Roma voluto all’inizio degli anni Trenta da Mussolini, per consentire che da piazza Venezia si vedesse il Colosseo. Per questo il duce aveva fatto radere al suolo gli antichi quartieri e i monumenti costruiti sopra i Fori e spianare un’intera collina. Così, migliaia di cittadini furono deportati in borgate in periferia, per non disturbare la vista. La nuova via dei Fori Imperiali doveva formare un grandioso palcoscenico per la sfilata delle truppe, ristabilendo la continuità fra l’impero romano e quello fascista. Già nel 1978 si cominciò a parlare dell’eliminazione della via dei Fori per iniziativa del soprintendente archeologico Adriano La Regina, che denunciò, peraltro, le drammatiche condizioni dei monumenti romani corrosi dall’inquinamento [36]. La sua coraggiosa iniziativa fu rilanciata dal sindaco Luigi Petroselli (che aveva preso il posto di Argan nel settembre 1979), ma tutto si fermò con la sua prematura scomparsa. Da allora e con tenacia, La Regina ha continuato a lottare per la piena attuazione di quel ‘progetto Fori’ che prevedeva il ripristino del tessuto archeologico sottostante. Il filo rosso era l’idea della storia collocata al centro della città futura e prendeva le mosse da un documento preparato da Cederna e dall’archeologo Filippo Coarelli che fu sottoscritto da 240 studiosi. In quegli anni di fermenti ancora positivi, si cominciò a pensare alla chiusura al traffico. Con il recupero del grande complesso archeologico, scriveva Antonio Cederna, si otterrebbe «un parco archeologico senza pari al mondo, comprendente i Fori Imperiali, il Foro Romano, e il Colosseo, e quindi uno straordinario spazio per la ricreazione e la cultura, tale da permettere un rapporto vitale e non retorico con il nostro passato» [37].
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NOTE
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[35]. Giornalista, archeologo, fra i fondatori di Italia nostra e deputato della sinistra indipendente, Antonio Cederna (1921-1996) ha scritto numerosi libri (ma una sola monografia, su Mussolini urbanista) e interventi, ora online su www.archiviocederna.it, insieme a una grande messe di testi, documenti e video.
[36]. Il soprintendente Adriano La Regina denunciò i danni che le polveri sottili causavano alla Roma antica. Evidenziandone poi il continuo aumento. Nel 1998, per esempio, il Colosseo ebbe oltre 2,3 milioni di visitatori che alla fine del 2009 diventarono quasi 5. Già allora le polveri facevano registrare al monumento picchi di 170 microgrammi (µg) per metro cubo (m³), il biossido di azoto superava i 100 µg per m³ e quello di zolfo 10 µg per m³. Nel 2012 Legambiente ha rilevato che di fronte al monumento transitavano ogni ora oltre 2000 veicoli.
[37]. Cfr. V. De Lucia, ‹Ritratto di Antonio Cederna›, 20 aprile 2009, l’integrale è pubblicato online all’indirizzo http://www.archiviocederna.it/pdf/delucia/RitrattoDiAntonioCederna.pdf.
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[] S. M a g g i o r e l l i, ‹A t t a c c o a l l’ a r t e›, L’ A s i n o d’ o r o, 2 0 1 7.
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