Riassumendo, McGinn coglie un punto molto importante. Egli infatti ha senz’altro ragione, a mio giudizio, a ritenere che l’attuale insolubilità del problema della libertà dipenda dal fatto che questo problema viene oggi affrontato con strumenti concettuali adatti, tutt’al più, a comprendere soltanto l’ambito del naturale e quello delle scienze che se ne occupano, ma che sono del tutto inadeguati per concettualizzare (e meno ancora per spiegare) l’ambito dell’agire umano. Tuttavia, McGinn è a mio parere in errore quando, a partire da queste premesse, conclude scetticamente che la domanda filosofica sulla libertà è destinata a rimanere insoddisfatta. Su ciò tornerò comunque nell’ultimo capitolo.
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K E Y W O R D S
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[] M. D e C a r o, ‹I l l i b e r o a r b i t r i o …›, L a t e r z a, 2 0 0 4.
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